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>> Daratt - Domenica 11 Maggio 2008, ore 18.30 , 100dieci Caffe, Via Pascoli, 22/23 - Perugia

Coordinamento della Societa Civile dell'Umbria per la Cooperazione Internazionale coordinamento.cooperazione@gmail.com. Il Coordinamento nasce come luogo di incontro, confronto, dibattito e condivisione di obiettivi e metodologie, aperto a tutte quelle organizzazioni che, occupandosi di cooperazione e solidarieta internazionale, lotta alla poverta, promozione della pace ed educazione allo sviluppo e ai diritti umani, vorranno farne parte.
Il Coordinamento intende porsi come interlocutore credibile nei confronti delle Istituzioni
interessate al dialogo con quella parte di societa civile che lavora nell'ambito della cooperazione, della solidarieta internazionale e dell'educazione allo sviluppo.
Il Coordinamento si propone di operare in Italia su comunicazione, sensibilizzazione, cultura, educazione allo sviluppo e interculturalita, mettendo in rete quelle organizzazioni che condividono obiettivi e metodologie di lavoro.
Il Coordinamento si propone di lavorare nei paesi piu poveri del Sud del mondo con progetti di cooperazione internazionale volti ad assicurare una reale partecipazione delle comunita locali nella identificazione dei bisogni, nella gestione delle attivita e nella valutazione. I progetti si baseranno su reti di collaborazione presenti nei territori e tra i territori del Nord e del Sud del Mondo, valorizzando le specificita, le conoscenze, le relazioni e le competenze degli attori che compongono la rete, con particolare attenzione alle associazioni di migranti quali ponti naturali tra territori di origine e territori di arrivo. I progetti tuteleranno i percorsi e i processi culturali e linguistici delle popolazioni interessate e il patrimonio ambientale e naturale locale, assicurando pari opportunita di genere in tutte le azioni previste.


Associazioni aderenti:

Apeiron, ARCI Umbria, Circolo culturale Primomaggio, Grafi, GSI Italia, Laafi Bala,
Monimbo, Per un sorriso Monica De Carlo, Sulla Strada, Tamat, Tavola della Pace, Ucodep, Umbria-Africa, Umbria EquoSolidale.

DARATT
La stagione del perdono
di Mahamat- Saleh HAROUN
Vincitore del Premio Speciale della Giuria alla
Mostra del Cinema di Venezia 2006


Ciad 2006, all'indomani di un'amnistia generale a tutti i criminali di guerra. Atim, "orfano" nel dialetto del Ciad, ha sedici anni e vive col nonno cieco nel Ciad, devastato da quarant'anni di guerra civile.
Il padre di Atim e stato ucciso, prima che lui nascesse, da Nassara, che sta scontando la sua giusta pena. Ma i timori che da tempo erano nell'aria prendono corpo: il ministero di Giustizia e Verita ha optato per un'amnistia totale dei crimini perpetrati durante la guerra civile.
Nassara e quindi libero, ed il nonno di Atim lo vuole morto; questo compito spetta al ragazzo. Atim lascia il suo villaggio e parte per N'Djamena, solo con una pistola, per cercare l'uomo che aveva ucciso suo padre nel corso della violenta guerra civile.
Il ragazzo trova l'uomo che stava cercando. Colui che si trova davanti, pero, non ha l'aspetto di un assassino. Nassara oggi si e sistemato, sposato ed e padrone
di una piccola panetteria. Atim si avvicina a Nassara, gli fa credere di essere in cerca di un lavoro e si fa assumere presso di lui come panettiere apprendista. Nassara lo prende sotto le sue ali protettrici e Atim comincia ad apprendere l'arte del pane, mantenendo la ferma idea di vendicarsi. Con il passare delle settimane, tra i due si crea una strana relazione.
Malgrado la sua ritrosia, Atim sembra trovare in Nassara la figura paterna che gli e sempre mancata; da parte sua, Nassara scopre nell'adolescente un potenziale figlio.
Un giorno, gli propone di adottarlo…

NOTE DI REGIA
La guerra civile dilania il Ciad dal 1965 mietendo innumerevoli vittime. Il regista Mahamat-Saleh Haroun, nato a Abeche in Ciad, ne e un sopravvissuto.
“Conoscevo molte tra le 40 000 persone uccise o scomparse sotto il regno di Hissene Habre. Tra loro c'era uno dei miei zii: dopo essere stato prelevato, non l'abbiamo piu rivisto. Anche io sono stato colpito – ho dovuto lasciare il mio paese su una carriola, abbracciando il destino dell'esiliato; posso dire di aver vissuto questo dramma sulla mia pelle….
Ogni volta che torno nel Ciad, devo confrontarmi con questa realta del dopo guerra, dove e onnipresente, come una storia sospesa, mai finita, una pagina che non e ancora stata
voltata…
Conosco molti degli attori che hanno preso parte a questa tragedia; alle volte mi accade di incrociarli. Hanno ucciso, violentato, bruciato, funestato, saccheggiato… se la sono presa con i piu deboli che, in definitiva, sono i reietti d'oggi.
I carnefici di ieri, loro, sono diventati persone di
potere e si pavoneggiano indisturbate. La cosa piu terribile nelle guerre civili, e che vengono legittimati tutti i crimini, tutte le atrocita; a conti fatti, vengono in qualche modo
assolti. E un sentimento d'ingiustizia che nutre il desiderio di vendetta… che non e altro, alla fine, che un desiderio di giustizia.
DARATT non parla della guerra civile, ma delle sue conseguenze. Cio che m'interessa e il paesaggio dopo la tempesta. La vita, ostinatamente all'opera, nei campi delle rovine e delle ceneri. Come continuare a vivere insieme dopo tanta violenza e tanto odio? Che comportamento adottare di fronte all'impunita? Rassegnarsi o farsi giustizia da soli? E quando si sceglie quest'ultima possibilita… cosa significa uccidere un uomo?”

Mahamat-Saleh HAROUN

L'iniziativa e gratuita Per motivi organizzativi si prega di segnalare la presenza a:
volint@pgcesvol.net
coordinamento.cooperazione@gmail.com